Zanussi Fioravante - Vetture da corsa -auto epoca

un pò di storia...

Nervesa della Battaglia (Treviso) "... I ragazzi del paese salivano sul fico arrampicato sul colle, da questo , pochi anni prima avevano visto, nitide e numerose le bombe sganciate su Treviso il 7 aprile... . Era quello il posto ideale per scrutare la pianura, sopra il paese in ricostruzione; I ragazzi di vedetta scrutavano in direzione di Treviso, aspettavano di vedere l'alzarsi , tra il verde dei campi, una nuvola bianca...
Era il segno che stavano arrivando da Treviso i 'pazzi delle corse', appositamente per affrontare le 'prese del montello' , strade di terra che salivano sulla collina della marca.
Poi arrivava anche il rumore dei motori, non quello delle poche macchine che giornalmente passavano per il paese, tre o quattro al massimo, ma il suono rombante di motori elaborati.
Era quello il momento in cui i ragazzi davano un segnale ... e due altre vetture si univano al gruppo e condivideva la polvere delle prese del montello.... " (testimonianza )

I due piloti erano Antonio Primo Fontebasso e Diego Zanotto e si univano al gruppo proveniente da Treviso tra cui c'era anche Fioravante Zanussi

Fontebasso era il meccanico del paese sopranominato 'Petenuz',
Zanotto aveva un'attività di costruzione di manufatti edili e la passione per i motori. Si affidava all'amico per la preparazione di vetture, e correvano, con gli amici Piloti e meccanici di Treviso.
Zanotto, ha possibilità economiche e vorrebbe partecipare ad una corsa importante, ufficiale, una coppa delle dolomiti magari. Fontebasso è un bravo meccanico, prepara anche le vetture, ma non è un costruttore. Ma tra gli amici meccanici e piloti che corrono insieme C'è Fioravante Zanussi, a cui chiedono di preparare una vettura per loro.
Così nasce la nuova vettura Zanussi Fontebasso 500 Sport prodotta e omologata da Fioravante Zanussi con l'aiuto della carozzeria Vendrame di Mareno di Piave, mentre la proprietà della vettura è intestata , sin da subito, a Zanotto-Fontebasso.

Con questa vettura partecipano alla Coppa d'ora delle dolomiti del 1949 e del 1950. Il tempo dedicato alle corse era eccessivo , o l'attività di officina nel paese del dopoguerra non decollava, Antonio Fontebasso decide nel 1950 di emigrare con la famiglia in Rio Grande do Sul (Brasile), lì ha fondato una piccola officina meccanica per camion e riparazioni auto e nel 1953 è diventato socio degli emigrati vicentini fratelli Randon con l'idea della produzione di freni ad aria per i rimorchi (hanno fondato insieme La Meccanica Randon Ltda). Due anni dopo Fontebasso si ritirò dalla società.
Continua a partecipare alle corse e nel 1955 è diventato il vincitore della categoria 1500cc insieme al conducente Gabriel Cucchiarelli.
Ha fondato la "Mecanica e Industria Fontebasso Ltda" ma si ammalò e morì nel 1957.

Le vetture

targa
Fiat Zanussi Fontebasso Sport

1948 Fiat Zanussi Fontebasso Sport

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Questa vettura ha partecipato alle Mille Miglia e alle Coppa delle Dolomiti, poi passata di proprietà ha corso per alcuni anni con il proprietario da cui ha ereditato il nome.
Dopo molti anni è stata riacquista e restaurata. Potete vedere le foto durante il restauro, in questa pagina. E' proprietà di un privato. Ora corre nelle strade d'italia e nelle corse pi famose d'auto storiche ed è esposta al Museo Mille Miglia di Brescia.

Foto Vettura Quì il calendario delle corse e dei risultati ottenuti. Scheda tecnica vettura e gare

Questa vettura la trovi qui: logo Museo mille miglia
Presso il "Museo Mille Miglia", a Brescia é esposta questa vettura restaurata e partecipa alle edizioni attuali della Mille Miglia. Museo Mille Miglia

breve storia

1948 Treviso- Italia

Non ci sono documenti che accertano la nascita della vettura. Fioravante Zanussi potrebbe aver prodotto su "ordinazione" la vettura per Fontebasso.

1949 30 giugno - (20 Novembre 1960)

Antonio Primo Fontebasso e Zanotto Diego acquistano la vettura per un prezzo di Lire 580.000

1949/1950 Competizioni

1950

data : 16 Luglio 1950

Gara : Coppa d'Oro delle Dolomiti

Luogo : Cortina- Dolomiti

Vettura: Fiat Zanussi Fontebasso Sport

numero : 58

risultato : Not classified

pilota : Antonio Fontebasso (Italy)

1949

data : 17 luglio 1949

Gara : Coppa d'Oro delle Dolomiti

Luogo : Cortina- Dolomiti

Vettura: Fiat Zanussi Fontebasso Sport

numero : 62

risultato : Not classified

pilota : Diego Zanotto (Italy)
Antonio Fontebasso (Italy)

1960 21 Novembre (12 Ddicembre 1988)

Flarione Citton acquista la vettura per un prezzo di Lire 50.000

2009 11 Luglio (4 Ottobre)

Sergio Zappa acquista la vettura per un prezzo di 5.000

2009 5 Ottobre

Bruno Bellini acquista la vettura

2010 Ancora in strada...

La vettura viene acquistata da Corrado Minussi e subiot è stata restaurata. Potete vedere le foto durante il restauro, Foto Vettura Ora corre nelle strade d'italia e nelle corse più famose d'auto storiche ed è esposta al Museo Mille Miglia di Brescia.
qui il calendario delle corse e dei risultati ottenuti.

Scheda tecnica vettura e gare

Racconto

2015 test in strada... diario della Mille Miglia 2015 a bordo della Fontebasso

Scendendo dalla rampa di partenza in Piazza Venezia l'adrenalina inizia a correre.

così come dovresti fare nella salita della terza prova, immediata, del "castello", dove ti aspettano i due tormantini su pav, per una 750 come il prototipo Zanussi Fontebasso MM significa uscire dalla prova in leggera salita in seconda marcia piena per arrivare in terza fino alla prima curva altrimenti il motore, scalando. non riuscirà a tenere il ritmo per arrivare sul pressostato nei 23 secondi imposti. Nei tentativi che eravamo riusciti a "strappare" alla mattina pareva quasi impossibile!
Partiti: la prima "tratta" e semplice, alla sdoppiata abbiamo 6 centesimi di ritardo, sul secondo siamo in anticipo perch la tensione corre già alle curve oramai prossime... cosi nel gioco all'improbabile sfila al primo tornante con una veloce doppietta per staccare sulla seconda, sostenuta per tutta la durata del piccolo rettilineo che porta alla vicina curva a gomito. Ma il ptessostato appare più vicino di quanto mi ricordassi! Mannaggia!
Tocco di freni per non esagerare con l'anticipo... l'avevamo progettata ma, si sa, è la pancia che deve dominare... Torna in mente quella strofa di Lucio Dalla -tre pi tre per lui fa sempre sette" mentre la folla ti incita e riparti verso la fine della quarta prova. Scendiamo dal castello, cerco lo sguardo del mio co-driver, un misto delusione - rabbia che pretenderebbe il "potevamo fare meglio", ben sapendo che avanti ce la meneremo sempre tutta. Rientriamo in centro, la tensione inizia a sciogliersi, passiamo tra muri di folla felice che stempera le difficoltà del quotidiano ricercando

le emozioni dell'atmosfera di leggenda che accende nei nostri cuori da sempre la passione, il desiderio di pistoni infuriati e battiti accelerati. Chiassosa, festante, non si interrompe mai mentre "rombiamo" attraverso i colli tra la Lombardia e il Veneto; è piena di entusiasmo come fosse una Mille Miglia vera. Lo senti negli applausi di quanti (tanti!) sono rimasti in piedi fino tardi ad aspettarci Finalmente, Ferrara. La mattina, dopo un pugno di minuti strappati al sonno, all'aria fresca, l'adrenalina e il desiderio di riprendere la guida sono ai massimi; certo il coraggio e la lucida follia di quei pionieri che hanno percorso quelle strade prima del 1957 era altra cosa; guardando la Porsche 550 RS Spyder davanti a me subito il pensiero vola al ricordo dell'epico transito di Hans Hermann sul passaggio a livello abbassato all'edizione del 1954; impossibile pensare di fermare la sua piccola "Linfe Bastard- (come la chiamava James Dean) a 150 Km/h in prossimità dei binari... Gi col casco a sfiorar le stanghe e via, a un soffio dal treno! Con noi corre anche Stirling Moss, detentore del record nella Mille Miglia del 1955, all'incredibile media di 157 km/h. L'ardimento di quei piloti è servito a noi tutti. Grazie al loro coraggio hanno permesso il progresso tecnologico automobilistico. Senza il cuore dei driver il tecnicismo dei progettisti sarebbe stata arida cosa! Ingegno e passione si sono uniti e concretizzati in cura artigianale, quella straordinaria qualità che ha creato piccoli capolavori come la Sport che sto guidando, minute automobili dotate di originalità assoluta, create in botteghe dove si tagliavano in due grandi motori e si installavano in piccoli telai tubolari, poi carrozzati con "vestiti" a guisa di sculture che hanno reso gli artigiani italiani famosi in tutto il mondo. La carovana della Freccia Rossa, rombando, continua tra i borghi e le campagne che tutto il mondo ci invidia, tra i bimbi assiepati lungo le recinzioni degli asili, divertiti nel grido al nostro pasaggio, mentre li saluti festoso con la mano. Il calore della gente distrae, ti infonde una certa serenità che rischia di farti perdere l'attenzione sul cronometro. Ma è cosi bello godere di quello che per noi amanti di questi valori significa assaporare inafferrabili attimi di felicità, libertà di pensiero che vaga veloce in mezzo a questa natura che sappiamo di non poter dominare, anche se ci piace poter pensare al nostro arbitrio sciolto... Possiedo diversi orologi ma non li porto al polso; cerco di dimenticare il concetto del trascorrere del tempo, anche se tento di trovare sempre, nella vita e nella gara (Sic! Tento!) il modo di arrivare puntuale. Riconosco la Natura anche se la nostra natura imperfetta è in continua ricerca della perfezione! Così in queste competizioni mi riconosco uomo, riesco ad ammettere (e a condividere) i miei difetti. Difficile l'emancipazione!

Roma Una mattina frizzante, la partenza per la risalita verso Brescia è imminente. Incontro, tra i motori accesi, John Elkann, presidente Fiat, che a Brescia avrà modo di onorare la Zanussi Fontebasso ricordando la nostra stretta di mano e la piacevole conver-sazione in un'intervista. Si riparte mentre la città si sveglia. Il cuore è pronto per k pros-sime prove quando il cambio ci abbandona in quinta piena, assente qualsiasi preavviso, beffardo ma, garbatamente, senza insulto; i nostri controlli minuziosi e la preparazione in previsione della gara non sono stati suffi- denti a portare a termine per la tern volta di seguito l'impresa ma nel preventivo di una competizione come questa, giocata esaspe-rando, a volte, le prestazioni di una vettura del 1948, il pensiero ci deve stare. Eravamo 47esimi alla fine della prima tappa, 48esimi al traguardo di metà percorso nell'Urbe. La piccola 750 già riparata, guarita con quella piccola modifica che sa di studio, insieme all'arguzia e al sudore d'artigiano esperto, la livrea lucida ancora espone con orgoglio i numeri di gara. Arrivederci alla prossima Mille Miglia!

© 2018
A cura degli eredi Zanussi
Il figlio Ezio Zanussi
Treviso (IT)


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